{"id":382,"date":"2010-09-07T12:49:23","date_gmt":"2010-09-07T12:49:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.newmacchina.info\/wp\/testi\/narrativa\/inviolatella-una-storia-vera\/"},"modified":"2019-09-20T09:06:31","modified_gmt":"2019-09-20T09:06:31","slug":"inviolatella-una-storia-vera","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.newmacchina.info\/wp\/testi\/narrativa\/inviolatella-una-storia-vera\/","title":{"rendered":"Inviolatella: una storia vera"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">(Pubblicato sulla rivista &#8220;Gomorra, territori e culture della metropoli&#8221;, Meltemi ed.)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">&#8220;Rintanarsi questo poi no con che legno ci scaldiamo di che cazzo ci SERVIAMO&#8221;<br \/> Laure, Il Sacro, 1903-1938<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho 29 anni e mi chiamo Angela, abito in una zona della citt\u00e0 che si  chiama Consorzio Inviolatella, insieme a frotte di travestiti,  transessuali e puttane. L&#8217;inviolatella \u00e8 un colle, sulla cima ci sta il  parchetto di pini spelacchiato e circondato da &#8220;gar\u00e7onieres&#8221; e  &#8220;desperate living&#8221; . Lungo le pendici del colle il panorama cambia e ci  abitano tutti quelli che stanno a servizio nei quartieri pi\u00f9 ricchi,  cio\u00e8 gli immigrati, una volta soprattutto filippini, ora polacchi,  rumeni, moldavi, tutti dell&#8217;europa dell&#8217;est, chi fa il lavoro migliore  sono gli idraulici perch\u00e9 qui c&#8217;\u00e9 sempre bisogno di un idraulico visto  che questa zona \u00e8 caratterizzata da continue perdite d&#8217;acqua.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella casa  dove abito io prima ci stava una famiglia di sei filippini, poi la casa  \u00e8 stata messa in vendita dalle banche per fallimento del proprietario, e  io mi ci sono insediata essendo il proprietario mio zio carnale. Dal  balcone si vede torreggiare il faro dell&#8217;azienda telefonica, \u00e9 rosso e  la notte si illumina, spesso emette nubi di fumo, che  creano un  paesaggio molto suggestivo, tra il gotico ottocentesco e l&#8217;apocalittico  post-industriale. Tre svizzeri militanti femministi e ecologisti, che  hanno dormito una volta da me, nonostante avessero digerito il mio  lavoro, sono rimasti sconvolti dalla polluzione elettromagnetica del  faro e dal fatto che qui nessuno dice niente in proposito. D&#8217;altronde di  giorno la visione \u00e8 meno apocalittica, l&#8217;Inviolatella \u00e8 un luogo  sereno, un agglomerato di grottini comunicanti come la casa dei  Barbapap\u00e0 al mare, costruita su misura per chi vive di continui  barbatrucchi, mutando il suo corpo sociale da maschio a femmina, da  femmina a maschio, da ingegnere a idraulico, da mamma a puttana e da  puttana a coprofila. Mio zio (che pure lui ha vissuto qua negli anni  &#8217;70) mi dice sempre che bisogna salutare tutti perch\u00e9 si conoscono  tutti, io per\u00f2 alla fine saluto solo i rumeni del piano di sopra e il  portiere che si occupa dell&#8217;agglomerato dove sta la mia grotta e che mi  porta sempre tutti gli avvisi postali per andare all&#8217;ufficio di  Grottagrossa a ritirare i miei vaglia. \u00e8 un importante rotella del mio  lavoro il portiere Giuseppe perch\u00e9 se non mi potessi fidare di lui non  saprei come riscuotere i miei pagamenti postali. D&#8217;altronde tutti hanno  accesso alla mia casa e alla mia posta privata visto che non ci sono n\u00e9  portoni n\u00e9 citofoni n\u00e9 cassette postali integre, qui \u00e8 tutto aperto e  meno male che io sono disposta all&#8217;accoglienza visto che fa parte del  mio lavoro. Per arrivare alla mia grotta si entra all&#8217;Inviolatella dalla  porta di servizio, cio\u00e8 non si sale sul colle dove campeggia il  cartello &#8220;Consorzio Inviolatella&#8221; (appena dietro al supermercato), ma si  continua invece lungo la strada fino a che non si vede una rampa di  garage ripida e buia vicino ai cassonetti; in quel tunnel ogni tanto  passano a guardarsi in giro i clienti in macchina specialmente nei  giorni di festa come pasqua, pasquetta Santo Stefano o il natale di  Roma, ma io, quando sono l\u00ec a piedi in mezzo alle locandine arabe, non  do loro spago proprio per niente perch\u00e9 se sto li a piedi vuol dire che  ho gi\u00e0 staccato dal lavoro e che mi sono gi\u00e0 fatta una bella traversata  in autobus. Loro ci provano cos\u00ec, a fondo perduto, con le pance piene  del pranzo festivo, mi seguono addirittura su per la salita attratti  dall&#8217;odore di merda come mosche al miele. Dopo la curva del tunnel si  intravede il faro rosso telecomunicazioni e in cima alla salita c&#8217;\u00e8 casa  mia nel primo di una serie di edifici arroccati come grottini. A prima  vista sembrano le fondamenta di un palazzo in costruzione ma alcune  gentili scalette che conducono ai piani superiori e un elegante mistura  di cemento armato e mattonelline da bagno (che distinguono gli accessi  alle scale dal nulla che le circonda) ci danno il segno non di una  costruzione abbandonata ma di un edificio vivo e abitato. Questa \u00e8 la  porta di servizio dell&#8217;Inviolatella e capita spesso che qualche tassista  o qualche cliente ingannevolmente attratto dal tunnel si smarrisca alla  ricerca di un numero civico che invece campeggia dall&#8217;altra parte del  colle, allora se sei un cliente ben nutrito puoi sbirciarmi dalla  finestra mentre lavoro a casa, se invece continui a salire trovi scritto  sul muro &#8220;FROCI=AIDS&#8221; (che \u00e8 un servizio di scritte sul muro dell&#8217;Unit\u00e0  Sanitaria Locale Fuan, e serve ad informare i consumatori) e &#8220;BASTA CON  I FROCI PER LE STRADE tutti a casa mia li voglio&#8221; (questo l&#8217;ho scritto  io un giorno di pioggia che mi sentivo sola) Quest&#8217;estate un ruscello di  acqua che scendeva lungo la rampa ha quasi eroso tutto l&#8217;asfalto e ha  fatto due fossi grazie ai quali ho bucato due volte la ruota anteriore  destra della macchina . Le condutture hanno almeno 40 anni di vita e non  sono proprio nel loro splendore, a casa le sento parlare come uno  stomaco certe volte la notte e certe volte invece \u00e8 proprio l&#8217;idraulico  del piano di sopra che fa rumore. Alla macchina ci ho quasi rinunciato,  d&#8217;altronde non sempre uso la macchina per lavorare, anzi quasi mai visto  che il mio lavoro si svolge specialmente dentro le case o in rete, il  problema \u00e8 solo che se per qualche commissione devo andare verso il  centro non so mai se riuscir\u00f2 a tornare indietro con i mezzi pubblici,  l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho fatto sono rimasta inchiodata al capolinea  dell&#8217;ultimo autobus perch\u00e9 mentre eravamo tutti sopra (io, signorine  filippine, signori dell&#8217;est, e signori molti neri) da circa venti minuti  con l&#8217;anima in pace, sono arrivati i conduttori e hanno detto &#8220;questo  non \u00e8 pi\u00f9 il 223&#8221; (staccando il numero dalla vettura) &#8220;questo non parte  pi\u00f9&#8221;. Cos\u00ec siamo scesi tutti e abbiamo assistito impotenti allo  smantellamento repentino della realt\u00e0 davanti ai nostri occhi. Insomma  io sono pure fortunata perch\u00e9 comunque lavoro grazie a Internet, per cui  eccetto che per andare alla posta (o da qualche cliente) non \u00e8 che mi  devo muovere tanto, per\u00f2 tutte quelle che lavorano a servizio nelle case  spesso devono andare lontano da questa zona, diciamo che se qui intorno  nelle zone in di Roma Nord ci sono 100 case di ricche famiglie con le  loro domestiche, qui all&#8217;Inviolatella di domestiche o domestici ce ne  saranno il doppio, per cui tante di loro fanno avanti e indietro sui  mezzi pubblici, la sera risalgono tutti a piedi su per la rampa mentre  io sono nella mia tana a lavorare duro col telefono e col computer. Meno  male che non esco molto perch\u00e9 quando esco mi capita spesso che la  realt\u00e0 mi si smantelli davanti agli occhi: mi perdo di tutto, dalle  chiavi di casa, al portafoglio con tutti i documenti di identit\u00e0, dagli  indumenti agli occhiali da vista (mi manca 1.25). Mi sono chiesta pure  se questo possa dipendere da un trauma che devo aver ricevuto  nell&#8217;impatto con la vita, e che mi ha provocato qualche lesione. Perch\u00e9  io penso che sia normale, ma poi mi rendo conto che non \u00e8 cos\u00ec per  tutti. D&#8217;altronde so di essere sempre stata a questo modo, non ho avuto  traumi nella crescita, non ho avuto mai un rapporto particolarmente  conflittuale con l&#8217;accettazione di questa realt\u00e0 e questo mondo, che di  certo rifiuto, ma nel quale so galleggiare come gli stronzi,  semplicemente smarrisco tutto: carte di identit\u00e0 o oggetti, e alla fine  mi piace pure essere l&#8217;oggetto perduto, un oggetto rimosso come una  memoria scaduta, perch\u00e9 sono io smarrita, un frammento alla deriva  nell&#8217;universo. L&#8217;ultima volta sugli occhiali scuri graduati mi ci \u00e8  passato sopra uno in bicicletta e adesso li uso ancora perch\u00e9 la  montatura si \u00e8 rotta ma le lenti no. Di solito porto sempre gli occhiali  scuri, anche di notte, ma non a causa del mio lavoro, d&#8217;altronde lavoro  soprattutto di giorno, in rete e in videocassetta non fa differenza la  luce del sole, porto sempre gli occhiali scuri perch\u00e9 sono graduati per  noi miopi, quelli normali da vista li ho gi\u00e0 persi molte volte e non \u00e8  che costino poco, cos\u00ec devo aspettare di vendere un bel p\u00f2 di materiale  via rete prima di ricomprarmeli, non \u00e8 che il mio lavoro renda molto,  sono meno di quindici euro per videocassetta, ma \u00e8 meglio di niente.  Sicuramente i miei vicini sanno che lavoro faccio, o se lo immaginano,  ma non c&#8217;\u00e9&#8217; nulla di male, la cosa strana \u00e8 solo che non sono un uomo,  perch\u00e9 qui in zona sono tutti uomini struccati durante il giorno e  truccati la notte, al supermercato mi incantano perch\u00e9 hanno corpi  invasivi, prominenti, grosse chiappe, sono alti, capelli lunghi tinti e  lineamenti pronunciati, mi sento sempre una sgorbietta al loro  confronto, forse \u00e8 per questo che mi sono dovuta rimediare una nicchia  di mercato tutta mia, la mia specialit\u00e0 sono coprofilia e coprofagia e  lavoro specialmente via rete, ho iniziato con giochetti s_m via chat ed  ora funziono abbastanza bene, incentivo il commercio elettronico e oggi  sono andata allo sportello donna dell&#8217;ufficio pari opportunit\u00e0 perch\u00e9  voglio acquisire un bel corpo legale da nutrire con la merda, cos\u00ec  all&#8217;ufficio postale non mi faranno pi\u00f9 problemi, il soprannome che uso  nei video \u00e8 quello di Candida, perch\u00e9 eccita un p\u00f2 tutti&#8230;.Quando non  sei un marcantonio di due metri con un bel culo e belle tette ti devi  inventare qualcosa, cos\u00ec io me la gioco sul candore. <br \/> Oggi sono stata alla posta per prendere soldi dei vaglia, nelle  videocassette che vendo mi faccio chiamare candida, perch\u00e9 eccita i  clienti, cos\u00ec qualcuno si sbaglia e i vaglia me li fa a nome di candida,  ma candida non esiste, \u00e9 una persona inventata, e le impiegate della  posta non sempre questo lo capiscono, vorrebbero che mandassi candida in  persona a ritirare i soldi, un giorno dovrei farlo, dovrei mandare Lei,  Candida, tutta ricoperta della sua merda, del clistere che le \u00e8 appena  stato fatto, con i calzettoni bianchi tirati su fino al polpaccio, nuda,  con il buchetto del culo roseo grande come un bottoncino, i calzettini  sporchi di merda beige, la bocca impastata di merda beige, si dovrei  proprio mandare lei a ritirare i soldi, perch\u00e9\u2019 candida non ha documenti  di identit\u00e0, l\u2019unica cosa che pu\u00f2 valere, nel suo caso, \u00e8 la prova  diretta, mostrerei all\u2019impiegata la videocassetta, poi i miei calzini e  il mio intestino pulito, e le direi, vede? questa \u00e8 candida, posso avere  i miei 15euro ora? Una volta un anziano impiegato si \u00e8 preso a cuore il  mio caso, era sicuro che io non votassi berlusconi perch\u00e9 mi era  arrivato un vaglia da un circolo di rifondazione comunista, chiss\u00e0 chi  si \u00e8 comprato le mie videocassette da l\u00ec, d\u2019altronde io vendo i video  via rete, ho un sito web con le immagini migliori, ma non le pi\u00f9 belle,  loro compilano una form con indirizzo e numero di copie che vogliono io  gli mando una raccomandata con la cassetta da pagare prima di ritirarla e  loro mi mandano il vaglia. Resta il problema di questa candida che non  esiste, non \u00e8 mia sorella, sebbene mi sia capitato anche di firmare  Candida Trotta, che \u00e8 il mio cognome, non sarebbe lo stesso se nel video  mi chiamassi angela. ormai mi conoscono come candida, forse dovrei  farmi cambiare il nome all\u2019anagrafe. D&#8217;altronde questa Candida i soldi  se li guadagna con i miei intestini, dunque qual\u2019\u00e9 il problema? Mi piace  anche andare a battere in strada qualche volta, ma non guadagno molto,  meno che con le videocassette, prendo solo 10euro per farmi venire in  figa o in culo, mi metto la minigonna e la canottiera elastica, senza  mutande e ogni tanto faccio vedere il pelo, uno dei miei clienti mi  vorrebbe rasata, ma a me non va perch\u00e9 poi prude troppo quando  ricrescono, i clienti si avvicinano, mi offrono un caff\u00e8 e io salgo in  macchina, alla fine mi danno sempre il cappuccino visto che la mia  specialit\u00e0 \u00e8 mangiare merda, che sia mia o degli altri. Non che la merda  mi piaccia in modo particolare, ma mi fa campare, poi dopo ogni seduta  di lavoro mi godo una bella doccia, certo alle volte le sedute durano a  lungo, ci sono alcuni clienti a cui piace lasciarmi per 10 o 12 ore nuda  e imbrattata della mia merda dentro la vasca da bagno, non so perch\u00e9  credo che gli dia sicurezza avere il potere di umiliare, anche se io non  mi sento umiliata, \u00e8 il mio lavoro, qualche volta mi fa addirittura  piacere, di certo la merda addosso a lungo andare brucia e sciacquarsi \u00e8  sempre un sollievo, se non fosse che sempre quest\u2019estate ho avuto il  miscelatore dell\u2019acqua fredda e calda della doccia rotto per pi\u00f9 di un  mese, che potevo solo farmi la doccia o freddissima o caldissima, con il  mio lavoro questa cosa era una scocciatura, anche se oramai mi ero  abituata a subirla, perch\u00e9 quando torni a casa, impregnata di sudori  altrui, e soprattutto di merda, che sia tua o di altri non conta, \u00e8  fastidioso non potersi fare una doccia ben miscelata, poi una volta che  alla fine mi ero abituata al contatto con l\u2019acqua tutta gelida o tutta  bollente, la soluzione \u00e8 venuta dall\u2019idraulico del piano di sopra Lui \u00e8  un idraulico visto che qui all\u2019inviolatella tra trans e puttane c&#8217;\u00e9\u2019  sempre bisogno di idraulici che sblocchino la situazione, il nostro \u00e8  stato un incontro strano, praticamente lui \u00e8 lo stesso che sento  grugnire la notte al piano di sopra sulla moglie, sono carini entrambi,  sono rumeni e hanno una bella bambina, la prima volta che l\u2019ho sentito  ho creduto che l\u2019uomo lupo fosse alla mia porta e ho avuto paura  davvero. Poi due giorni dopo una bella infiltrazione d\u2019acqua si era  sparsa a macchia sul soffitto del mio bagnetto perch\u00e9 si era aperto un  tubo nel loro bagno. Cos\u00ec lui, del quale non avevo mai visto il viso, mi  \u00e8 stato in casa per due giorni a mettere mano nelle intimit\u00e0 pi\u00f9  profonde dei miei tubi, credo che la moglie fosse gelosa anche se io  dissimulavo il pi\u00f9 possibile l\u2019eccitazione che mi davano le sue manone  su i miei muri, e la sua aria remissiva e ingenua che strideva con la  memoria di quei suoni animali notturni. E\u2019 stato cos\u00ec bravo e ha  ecceduto talmente nello zelo che \u00e8 riuscito a miscelarmi come si deve  l\u2019acqua fredda e l\u2019acqua calda della doccia, bastava togliere il calcare  dal telefono. Nell\u2019insieme sarei una troietta felice e smarrita se non  fosse che amo un travestito misogino e stitico che non incontrerete mai  in questa storia e se non fosse che i problemi alle poste si stavano  intensificando Ero andata di nuovo alla posta ma questa volta non c\u2019era  modo di convincerli a darmi i soldi che mi spettavano, sulla cartolina  c\u2019era scritto destinario: Candida c\/o A-Trotta, e sui 3 vaglia veri e  propri c\u2019era scritto solo Candida Trotta, la prima impiegata mi ha dato i  vaglia, ma la seconda, quella allo sportello dei soldi no, non voleva  in nessun modo: -C&#8217;\u00e8\u2019 un problema qua&#8211;Si lo so- ho cercato di spiegarle  <br \/> -Candida non esiste, \u00e8 un soprannome, si sono sbagliati all\u2019ufficio  postale a scrivere il destinatarioCandida ero io, era il mio nome  d\u2019arte, ma lei non ci stava, secondo il regolamento doveva controllare i  documenti, e nei miei non risultava da nessuna parte che io fossi  Candida. Ho cercato di spiegarle che non avrebbe mai visto i documenti  di Candida perch\u00e9 non era una persona esistente, ma niente da fare,  improvvisamente quell\u2019impiegata delle poste con il maglioncino di piume  rosa che sembrava una gallinella, era diventata lo strenuo difensore dei  diritti di questa povera signorina Candida Trotta, che sicuramente lei  immaginava chiusa in qualche stanza, vessata da una famiglia crudele che  si mangiava i soldi a lei destinati. Allora le ho mostrato tutte le  raccomandate che avevo spedito, come fossero tutte a nome mio reale,  Angela Trotta e di come mi tornasse indietro il pagamento a nome di  Candida, -Signorina che ci faccio con queste ricevute, non provano nulla  -Ma si, la signora Genereali, confrontando queste ricevute con il  vaglia da riscuotere ha avuto la conferma legale che erano mie&#8211;Non  voglio disturbare la Signora per 15euro-Ma sono mie, le devo prendere,  la prego. (dovevo ancora fare la spesa al mercatino del mercoled\u00ec dove  dei bei giovanotti benvestiti e rassicuranti raccoglievano firme su  fogli marchiati Allenza Nazionale contro le antenne ripetitrici dei  segnali dei cellulari, spesso gli suonava il telefono, ed era dalla  sezione che li avvertivano delle ultime novit\u00e0, un bellissimo cartello  manufatto appeso da mesi sul muro di un obitorio con scritto a grandi  lettere rosse A MORTE I PEDOFILI, era stato staccato, era rimasto solo  il cartello accanto che approfondiva le tecniche di tortura del pedofilo  catturato: castrazione, incaprettamento etc.) L\u2019impiegata mi guardava  di sbieco, poi si \u00e8 alzata ed \u00e8 andata a chiamare la signora Genereali,  una donna intelligente costretta ad un impiego statale, le si leggeva  nei modi e negli occhi che era una donna molto in gamba, ed erano anni  che dava il meglio di s\u00e9 dentro a quell\u2019ufficio, tra carte e cartacce,  io la rispettavo molto, pi\u00f9 di una volta mi aveva aiutato a riscuotere  le mie ventotto e tra noi passavano delle scintille d\u2019intesa. Sapevo che  la mente dell\u2019impiegata gallina era intrisa di pensieri lubrici, ne ero  certa, la vedevo mentre richiamava alla mente il cartello su Via Due  Fronti, MORTE AI PEDOFILI, e mi vedeva brutalizzare questa Candida,  forse mia sorellina, forse una bimba comprata chiss\u00e0 dove, e poi andare  pulita pulita alla posta a riscuotere i soldi di questo sporco lavoro.  Che il lavoro fosse sporco non era falso, ma io brutalizzavo solo la mia  unica bambina, quella che vive nel mio culo e nella mia bocca, cos\u00ec  quando \u00e8 tornata con la signora Genereali, non vedeva l\u2019ora di farmi  quella domanda: -Ma lei che lavoro fa signorina?-Mi prostituisco e vendo  i video delle mie performance, come facevano linda lovelace e bettie  page, le grandi videoartiste del passato, ma mentre la specialit\u00e0 di  linda era la zoofilia e quella di betty i feticismi, la mia peculiarit\u00e0 \u00e8  la coprofilia, per cui nei miei film mangio merda o ne vengo ricoperta a  secondo dei gusti del target, insomma faccio la prostituta, sono pronta  a soddisfare qualunque richiesta dei clientiA quel punto una signora  che stava ancora in coda, gi\u00e0 sensibilizzata dal fatto che da un quarto  d\u2019ora bloccavo uno sportello prezioso, non ha retto le mie ultime  affermazioni ed \u00e8 sbottata risentita: -Ma signorina, ma cosa dice, qui  non si fa prostituzione!-Si, ma comunque stanno lavorando per imparare a  soddisfare ogni richiesta del cliente-Non e\u2019 cos\u00ec forse? &#8211; chiesi  rivolta alla signora Genereali con la quale sentivo che correva una  reale intesa La Signora Genereali non si sbilanci\u00f2 affatto, fece le sue  scuse alla signora in fila e non prese le mie parti, io rimasi  stupefatta, considerato che stavo solo dicendo le cose per quello che  erano, non c\u2019era motivo di doverle celare. -Mi dispiace &#8211; disse la  signora Genereali rivolgendosi a me, -non lei non potr\u00e0 pi\u00f9 venire a  ritirare i suoi vaglia da quindicieuro- -Ma come signora! se lei stessa  ammette che i vaglia sono i miei! quale \u00e8 il problema? -Lei non \u00e8  gradita dalle nostre utenti Sconsolata sospirai guardandomi in giro  senza perdere il mio posto allo sportello Le signore in fila erano  sornione e soddisfatte, serpeggiava quel poco di nervosismo da fila,  quanto basta per un Ufficio Postale, qua e l\u00e0 faceva capolino la  testolina lucida di qualche adolescente, la signora che mi aveva parlato  teneva in mano un foglio di carta sul quale leggevo -L\u2019utente modello,  come soddisfare ..- Alzai lo sguardo e sul muro campeggiava un avviso:  -Corso da Utente, come diventare utensili modello e vedere soddisfatte  tutte le richieste rivolte al vostro Ufficio Postale di zona- Ecco  dunque una soluzione, avrei potuto fare come tutte le altre, mi rivolsi  di nuovo risoluta verso la Signora Genereali: -Ebbene le chiedo comunque  di darmi ancora una possibilit\u00e0, faccia fare un corso da Utente a  Candida, lei accetter\u00e0 ogni tipo di procedura- La signora Genereali,  toccata dalla mia richiesta, pass\u00f2 al TU -Sei sicura di volerlo  fare?-Si, voglio imparare a comportarmi nel modo corretto, non mi  nascondo dietro nessuna ipocrisia-Non so se potremmo farlo, non abbiamo  pi\u00f9 istruttori-Per favore!-E va bene seguimiLa signora Genereali mi  condusse alle scale e scendemmo insieme. La scala della sala centrale  dell\u2019ufficio postale Roma Grottagrossa conduceva schiocciolandosi in un  vasto antro oscuro, nell\u2019ombra si scorgevano grossi pacchi, pedane e  macchinari, non si sentivano rumori di facchini affaccendati, nonostante  si trattasse del magazzino delle poste, non si avvertiva nulla eccetto  una certa cupezza nell\u2019atmosfera-La Signora Genereali chiam\u00f2 e un uomo  emerse dall\u2019ombra; un uomo che stava gi\u00e0 l\u00ec da tempo solo che io non lo  avevo notato, era vestito con un camice grigio, aveva le mani sporche i  capelli biondi e morbidi, gli occhi grandi e chiari, e un espressione  triste sul viso, il suo viso tondo e regolare, non era pi\u00f9 un viso  giovane, tradiva i solchi di una lunga esperienza unita a rassegnazione e  sapienza, era un uomo silenzioso e non profer\u00ec parola, la signora  Genereali mi spinse in avanti e mi disse di parlargli:-Cosa devo  dirgli?- sussurrai io -Forza, digli quello che sai fare-Ecco, io so  andare agli sportelli delle poste- borbottai imbarazzata, e lui sembr\u00f2  non interessarsi assolutamente n\u00e8 a me n\u00e8 a ci\u00f2 che dicevo -Dai, Dai- mi  spingeva la signora Genereali -Vuoi imparare si o no?-Ecco io lavoro,  mi chiamo Candida- avevo sceso le scale del tutto, allora lui mi fece  appoggiare ad una lama di balsa e improvvisamente mi colp\u00ec alle spalle,  con tutto il suo corpo e tutto il suo peso, mi diede una spinta cos\u00ec  forte che persi l\u2019equilibrio e mi ritrovai schiacciata contro il muro  mentre lui mi premeva il cazzo indurito sulle natiche, sentivo la sua  bocca che mi alitava sul collo e nelle orecchie, sussurrava cose che non  capivo, mi assicur\u00f2 il laccio del casco intorno al collo e cominci\u00f2 con  una mano a frugarmi dentro le mutande, salendo su per la vagina, io  stavo impazzendo, ora potevo capirlo e tra un fiato e l\u2019altro mi diceva  -Hai detto che vuoi imparare, devi essere pronta ad accettare ogni tipo  di proceduraavevo paura ma impazzivo dal piacere a sentire le sue dita  che mi tiravano fuori l\u2019utero come fosse un cordone ombelicale o un filo  di muco con le radici ben piantate nella carne. Non potevo guardarlo in  faccia ma lo leggevo come un libro aperto e sentivo tutto il carico  della sua sapienza e di come fosse faticoso per lui ritrovarsi di nuovo  ad esercitare i suoi insegnamenti ora che si era ritirato nei sottofondi  di questo ufficio postale cercando di essere solo un bravo  magazziniere. Mi resi conto che probabilmente lui conosceva bene il  contenuto delle mie cassette, per un attimo capii che lui mi doveva  conoscere a fondo e capii quanto ancora ero immatura e quanto avevo da  imparare nel mestiere della prostituzione, capii che non bastava avere  qualche specializzazione, a lui nulla interessava delle mie qualit\u00e0 di  coprofila, non erano altro che un aspetto di un sistema pi\u00f9 vasto, che  comprendeva la capacit\u00e0 di abbandonarsi a tutto, e sapevo di poter  imparare di pi\u00f9, lui era l\u2019unico, insieme alla signora Genereali, a  sapere che quei soldi, quelle quindicieuro, erano le mie, ma per  meritarmele, non avendo identit\u00e0 legale, sarei dovuta passare per le sue  mani. Mi stava solo facendo un favore. Continuava a parlarmi e sentii  che aveva un accento non italiano, piuttosto europa dell\u2019est, forse era  polacco o rumeno, forse era un ingegnere. Mi disse di andare in strada e  aspettarlo li\u2019 cos\u00ec, mezza nuda come ero. Mi misi dietro una macchina  sul ciglio della strada in cima alla rampa e vidi arrivare una volante  della polizia, mi avrebbero beccata, allora mi stesi per terra per non  farmi vedere e li vidi fermarsi proprio davanti a casa mia. Chiamarono  l\u2019idraulico del piano di sopra e gli chiesero se ero in casa, lui  rispose che erano giorni che non mi vedeva, allora entrarono con lui  dentro casa mia, probabilmente per cercare Candida o le sue tracce, la  bambina Candida come avevano immaginato l\u2019impiegata la signora in fila e  quei ragazzotti antipedofili. Si appostarono dietro le finestre per  vedermi arrivare, io restavo nascosta e cos\u00ec accovacciata mi cresceva la  voglia di farmi inculare insieme a uno stimolo urgente di cacare.  Sfortunatamente l\u2019ingegnere triste era l\u00ec con me, si tir\u00f2 gi\u00f9 i  pantaloni e mi penetr\u00f2 con una mazza drittissima, stava l\u00ec a brache  calate con le ginocchia lievemente piegate e spingeva spingeva, non  riuscivo pi\u00f9 a contenere lo stimolo, gli chiesi di uscire, lui continu\u00f2,  dovevo liberare uno stronzo immenso. Fu allora che il poliziotto col  binocolo ci vide: -Eccola, eccola, sta dietro la macchina, la stanno  inculando!-E\u2019 vero \u00e8 vero- disse l\u2019altro L\u2019idraulico grid\u00f2:<br \/> -Scappa, scappa, stanno cercando la bambina!Ma io non potevo muovermi e  la bambina abitava nel mio culo e nella mia bocca, l\u2019avrebbero trovata  di certo, era Candida, ma a quel punto non avrebbero potuto non darle i  soldi che le spettavano. Arrivarono intorno a noi, qualcuno si eccitava,  una signora osservava da lontano dicendo &#8211; guardate guardate quel  magazziniere come la incula a sangue &#8211; -Poverina per lei \u00e8 finitaNon  reggevo pi\u00f9 lo stronzo e gli dissi:-Esci per favore devo liberarmi-Mi  spinsi in avanti e lui usc\u00ec fuori, prov\u00f2 a rientrare ma al secondo colpo  non trov\u00f2 il buco e un\u2019esplosione di merda chiarissima si apr\u00ec come una  fontana ridiscendendo proprio come una pioggia di merda. Io mi stupii  molto del fatto che non ci fossero pezzi di plastica, ma mi stavo  confondendo con un mio sogno, mi capita spesso quando la realt\u00e0 sfalda. I  poliziotti, l\u2019idraulico, la signora non ebbero nulla da dire, ci  osservarono silenziosi ricoperti di merda, e esterrefatti come tutti gli  altri curiosi, non comprendevano l\u2019entit\u00e0 del fatto, non ne coglievano  le sottili risonanze n\u00e8 le conseguenze o gli effetti e le cause  concatenanti. Non sapevano pi\u00f9 nulla di ci\u00f2 che sarebbe loro successo  dopo, era esploso un tuono e la pioggia avrebbe continuato a scrosciare,  quello era il mio lavoro, non c\u2019era niente da dire in proposito, se non  che era evidente che Candida non era una persona reale e non aveva  documenti di identit\u00e0 ma ero io che guadagnavo quelle quindicieuro con  il mio lavoro. L\u2019ingegnere rumeno mi disse sussurrandomi alle spalle:-Ti  preoccupi troppo, mia cara, la tua parte \u00e8 solo quella di un prodotto  della societ\u00e0 decomposta, un prodotto di prima qualit\u00e0, lo sai bene.  Vivila fino in fondo, servirai il futuro. affrettando la disgregazione  della societ\u00e0. Resta nello schema che ti \u00e8 caro, e poi, con i tuoi vizi &#8211;  non ci sono molte donne a cui piace defecare cos\u00ec, puoi guadagnare  molti soldi. Torna allo sportello di RomaGR e chiedi della signora  Genereali-Ma devo rifare tutta la fila?Assolutamente si. Mi misi in  fila, lessi il giornale, mi suon\u00f2 il cellulare (e mi esplose  nell\u2019orecchio, troppe antenne, troppe radiazioni, avevano ragione quei  ragazzotti gentili). Quando fu il mio turno venni spinta dalla fila allo  sportello 19 dove una nuova signorina (la gallina era pi\u00f9 in l\u00e0 al 23)  and\u00f2 quasi subito dopo la mia richiesta a chiamare la Genereali, era  come una parolina magica, quando la nominavano tutti capivano che dovevo  essere seria. E ritorn\u00f2 con 45euro cio\u00e8 quindicipertre, non era molto  ma potevo quasi ricomprarmi gli occhiali, sono miope, mi manca 1.25 , e  ho solo un paio di occhiali scuri con la montatura rotta, forse per  questo non ci ho visto per niente chiaro in tutta questa storia.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Pubblicato sulla rivista &#8220;Gomorra, territori e culture della metropoli&#8221;, Meltemi ed.) &#8220;Rintanarsi questo poi no con che legno ci scaldiamo di che cazzo ci SERVIAMO&#8221; Laure, Il Sacro, 1903-1938 Ho 29 anni e mi chiamo Angela, abito in una zona della citt\u00e0 che si chiama Consorzio Inviolatella, insieme a frotte&#8230; <a class=\"continue-reading-link\" href=\"http:\/\/www.newmacchina.info\/wp\/testi\/narrativa\/inviolatella-una-storia-vera\/\"> Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr; <\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[175,182],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.newmacchina.info\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/382"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.newmacchina.info\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.newmacchina.info\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.newmacchina.info\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.newmacchina.info\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=382"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.newmacchina.info\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/382\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":655,"href":"http:\/\/www.newmacchina.info\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/382\/revisions\/655"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.newmacchina.info\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.newmacchina.info\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.newmacchina.info\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}